prof. Ester Iannis
dirigente scolastico dell'ISIS "A. Malignani"
dal settembre 2010  all'agosto 2014

 

 

 

La dirigente scolastico interviene in occasione della donazione della Macchina per prove a trazione
 nel settore edilizio donata dall'Associazione Industriali di Udine. Rivista Realtà Industriale in .pdf

Al centro l'assessore regionale Roberto Molinaro e a fianco il presidente della Confindustria di Udine Adriano Luci.
La cerimonia ufficiale si è tenuta martedì 20 dicembre 2011.

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Il messaggio ai ragazzi:
<< Credete in ciò che fate >>

L’Isis Malignani ha cambiato guida. Dopo 41 anni nel mondo della scuola, Ester Iannis ha passato il testimone ad Andrea Carletti. Insegnante dal 1973, in quell’anno ha ricevuto il primo incarico, Iannis nel 1982 fu nominata vicepreside al liceo scientifico Marinelli e nel 2003 inizò la carriera di dirigente con una serie di incarichi che l’hanno condotta al Marinoni e poi al Malignani. In viale Leonardo da Vinci aveva prolungato la permanenza in servizio per un biennio interrotto dalla riforma della Pubblica amministrazione firmata dal ministro Madia che manda d’ufficio in pensione gli ultra 65 enni. A nulla è valso l’emendamento bipartisan firmato dai parlamentari del Friuli Venezia Giulia che puntava a mantenere in ruolo lei e altri quattro colleghi.

 

Come l’ha vissuta?

«Il problema non è stato tanto il fatto di non rientrare a scuola perché ci sono un’età e un percorso professionale che portano in quella direzione. La consapevolezza che fosse un percorso professionale in esaurimento era chiara, ma averlo saputo prima avrebbe facilitato anche alcune situazioni. La difficoltà sta nel fatto che il pensionamento è diventato ufficiale ai primi di agosto e non ho potuto chiudere alcune vicende. Perché a febbraio la prospettiva era rimanere per un altro anno. Quindi mi sono trovata a lasciare al mio successore progetti appena abbozzati. C’è stata poi un po’ di fretta nel chiudere certe cose e non potere salutare in modo formale tutte le istituzioni con cui ho avuto rapporti. Ma recupererò».

Dopo oltre 40 anni nella scuola friulana, ne conosce pregi e difetti. Quali sono?

«I lati positivi sono le competenze diffuse a tutti i livelli, con punte di eccellenza in campi diversi. Alcune scuole hanno saputo valorizzare molto gli scambi internazionali, altri il Clil, l’insegnamento delle materie in lingua straniera. E in questo c’è il grande lavoro fatto dalla direzione scolastica regionale per portare a sistema buone pratiche. Il punto fragile sta nella difficoltà di mettersi a sistema per condividere e crescere insieme. E cogliere le buone pratiche degli altri per farle proprie. Insomma, siamo un pochino chiusi e gelosi. Uno scambio aperto e libero farebbe davvero la differenza, ma la scuola friulana è una scuola di eccellenza».

Quali ricadute provoca alle scuole il fatto che il Friuli Venezia Giulia non ha più un direttore, pur avendo mantenuto l’autonomia?

«È una situazione che penalizzerà senz’altro la regione intera. Perché quello di cui i sistemi scolastici hanno bisogno è una visione globale. Procedere per segmenti affrontando l’ordinario è molto pericoloso. Di questo sono preoccupata e da questo punto di vista sia la voce della Provincia, sia quella della Regione sono rimaste inascoltate al Ministero. La questione è che la riforma delle superiori è al suo quinto anno, è quindi una realtà molto giovane».

Qual è il ricordo più bello della carriera?

«Ricordo la vicinanza di genitori, docenti e studenti nel tempo, anche quando ho cambiato sede e ruolo. Sono poi le feste di diploma del Malignani, è lì che percepivo una scuola non formale, fatta da una comunità. Sono i piccoli ricordi della vita di ogni giorno, quando chiamavo uno studente per notificare un provvedimento e prima lo vedevo arrivare arrogante nella sua motivazione, poi guardandolo dritto negli occhi mano a mano ci si capiva».

Quale la raccomandazione per i ragazzi?

«Ho sempre detto ai ragazzi di non lasciarsi condizionare da quanto si dice troppo facilmente, ovvero che tutto è difficile e non ci sono prospettive. Loro hanno possibilità enormi e devono conquistarsele. Possono realizzare se stessi e anche una parte di noi, intesa come comunità. Ragazzi, credete in ciò che fate». (m.z.)

foto e testo tratti dal Messaggero Veneto del 4 settembre 2014

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Alla Dirigente, Professoressa Ester Iannis 

La scuola coltiva ideali, in ogni ideale è contenuta una speranza, in ogni speranza una prospettiva di senso che indica una precisa direzione. Ma per mantenere una direzione ci vuole il vento.  

Il vento delle proprie convinzioni, il vento della fiducia che gli altri nutrono in noi.  

Ad Ester Iannis, che ha guidato con energia, passione e buon vento la direzione del Malignani in questi ultimi anni, auguriamo venti buoni, in grado di condurla ad altri porti, altri orizzonti e altre geografie, in una inesausta sfida a coltivare nuovi sogni, a dare vita a nuovi progetti, a infondere linfa ed entusiasmo a nuove prospettive di senso.  

E saremo felici per lei se il vento la coglierà a bordo di una barca che culli in esotici paesaggi e in luci limpide il suo meritato riposo.

 
Udine, 4 settembre 2014

31 agosto 2014 la dirigente scolastica prof. Ester IANNIS lascia la direzione del Malignani di Udine
per raggiunti limiti di età. Un sentito ringraziamento da parte del corso serale, allievi e personale tutto.