Tragedia a Precenicco.
La vittima aveva insegnato per anni aeronautica
Velivolo cade, muore ex
prof del Malignani
Giorgio Lardinelli, 78 anni, pilotava l'ultraleggero che aveva egli
stesso progettato

| Si è schiantato al
suolo con l'ultraleggero che aveva progettato, costruito pezzo dopo pezzo
e fatto decollare da poco. Giorgio Lardinelli, 78 anni, di Udine, alle 16
ieri stava forse ultimando l'ultima virata che avrebbe allineato il suo
velivolo alla pista dell'aviosuperficie di Piancada, frazione di Palazzolo
dello Stella. Improvvisamente, per cause che saranno accertate da
un'inchiesta avviata dalla Procura di Udine, l'anziano ingegnere, per 30
anni docente all'Iti Malignani di Udine, ha perso il controllo del
velivolo precipitando nel Bosco Bando, area verde di proprietà del
comunedi Precenicco e a due passi dalla pista posta al di là del fiume
Stella. L'aereo ha preso fuoco e il pilota è morto.
Il velivolo pilotato dal professor Lardinelli ieri pomeriggio era da poco partito dall'aviosuperficie di Piancada, da anni base operativa dell'ingegnere udinese. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della stazione di Palazzolo dello Stella, intervenuti sul posto insieme ai colleghi del Norm di Latisana e una volante della Questura di Udine. Lardinelli era impegnato in un volo di collaudo dell'ultraleggero, apparecchio che aveva progettato e costruito. Un aereo dotato di unico motore posto davanti alla cabina di pilotaggio; un originale biposto ad "ala alta" costruito con tubi e tela. Lardinelli, grande appassionato dell'aria e per questo conosciuto da decenni non solo in Friuli, aveva assemblato pezzo dopo pezzo il suo prototipo e lo stava collaudando. Ieri pomeriggio, durante una di queste prove, è accaduta la tragedia.
A un certo punto qualcuno nei
casolari della periferia di Precenicco, a due passi dalla laguna, ha visto
quel velivolo allinearsi per l'atterraggio e "piombare" dentro il bosco.
Come se il pilota non avesse potuto fare nulla per tentare un atterraggio
d'emergenza nella campagna. E' toccato a un abitante della zona, Tristano
Maritan, dopo aver dato l'allarme, correre tra gli alberi e avvicinarsi
all'aereo, ormai irriconoscibile e quasi interamente bruciato dalle fiamme
sprigionatesi in seguito all'impatto con il suolo.
Intanto un elicottero del 118 ha raggiunto il luogo del sinistro, restando in volo, ha indirizzato i vigili del fuoco accorsi da Cervignano e Latisana verso l'area della tragedia difficilmente raggiungibile dalla provinciale che collega Precenicco a Pertegada e quindi Lignano. Una volta preso terra è toccato ai sanitari del 118 raggiungere l'ultraleggero e constatare il decesso dell'uomo, mentre i vigili del fuoco con un estintore spegnevano gli ultimi focolai d'incendio. Poi sono iniziate le laboriose operazioni di recupero della salma di Giorgio Lardinelli e della carcassa del piccolo aereo. Dopo un primo esame del medico Legale, Lorenzo Desinan (che ha rimandato le successive valutazioni sulle cause del decesso all'autopsia) e il riconoscimento della salma da parte di alcuni piloti dell'Alistella di Piancada, i vigili del fuoco e i volontari del comune di Precenicco hanno creato con le motoseghe un varco di una trentina di metri nel bosco per recuperare il corpo di Lardinelli e la carcassa del velivolo, subito posta sotto sequestro dal Procuratore aggiunto Giancarlo Buonocore. Le operazioni si sono concluse alle 20. Ora saranno l'autopsia e una perizia tecnica sull'ultraleggero a chiarire le cause della tragedia. Articolo apparso sul Messaggero Veneto di Udine del 23 maggio 2005 a cura di Antonio Simeoli |
![]()
Veterano della Folgore, insegnò all'Iti dal '68 al 2000
|
Una vita dedicata al volo quella dell'ingegnere Giorgio Lardinelli, 78
anni, ex professore di aeronautica all'istituto tecnico industriale
Malignani. L'insegnante in pensione e veterano della Folgore è deceduto,
ieri pomeriggio, dopo essere precipitato nel Bosco Bando di
Precenicco a bordo del suo aereo ultraleggero. Originario di Pisa,
residente a Venezia, ma con una casa a Udine (in via Divisione Julia, 12)
dove viveva abitualmente, Lardinelli aveva iniziato la sua carriera di
insegnante nel capoluogo friulano nel 1968. Fu uno dei promotori
dell'istituzione della sezione aeronautica della scuola di viale Leonardo
da Vinci dove continuò a lavorare fino al Duemila, Anche da pensionato,
però frequentava l'istituto: qui aveva consolidato rapporti d'amicizia con
colleghi e studenti.
<< Veniva spesso a pranzare in mensa con noi >> ricorda il vice preside
Alberto Della Piana, nel ricordarlo come una persona gioviale, amante dei
viaggi al di fuori del circuiti turistici. Recentemente era stato in
Brasile, in Messico e in Australia. L'ex insegnante, collaudatore di
paracadute, celibe, con una sola sorella a Venezia, andava alla scoperta
delle altre civiltà. Una volta raggiunta la meta viveva anche per lunghi
periodi con le tribù del posto. La scomparsa di Lardinelli halasciato senza parole anche i vicini di casa. Nel condominio di via Divisione Julia lo descrivono come una persona molto gentile, disponibile, che trascorreva la gran parte delle giornate nell'aviosuperficie di Piancada. Articolo apparso sul Messaggero Veneto di Udine in data 23.5.2005 a cura di Giacomina Pellizzari |
![]()
Dolore all'aviobase da dove era partito pochi minuti prima
|
La tensione era palpabile ieri pomeriggio tra i
frequentatori dell'aviosuperficie di Piancada di Palazzolo dello Stella,
pista da cui è possibile in pochi minuti raggiungere e sorvolare la
località balneare di Lignano Sabbiadoro, dalla quale era decollato Giorgio
Lardinelli. La notizia della morte di Lardinelli, l'uomo che ha perso
tragicamente la vita poco dopo essersi levato in volo, ha raggelato i suoi
ex colleghi, insegnanti di aeronautica e costruzioni aeronautiche
all'istituto Malignani di Udine, anche loro assidui frequentatori della
base. Sconcerto anche nel ristorante "Al Bronzan", che si trova a bordo pista, dove Lardinelli aveva pranzato pochi minuti prima di mettersi alla guida del velivolo. Gli ex colleghi stavano recandosi all'aviosuperficie, quando una telefonata da parte di uno dei due istruttori della scuola di volo "Club Alistella", li ha avvertiti che le attività di volo erano state sospese in seguito all'incidente. Articolo apparso sul Messaggero veneto di Udine in data 23.5.2005 a cura d.s. |
![]()
Il testimone racconta: ho sentito un forte rumore di lamiere
| E'
la seconda volta che Tristano Maritan si ritrova a essere testimone di una
sciagura aerea dal giardino di casa sua.
La prima
volta fu cinque anni fa, quando un ultraleggero atterrò sui cavi dell'alta
tensione di un traliccio nei paraggi della sua abitazione. Il pilota fu
salvo per miracolo. L'incidente di ieri ha avuta invece un epilogo più
tragico, tanto che l'uomo apparve visibilmente scosso nel raccontare
quanto accaduto. La domenica pomeriggio di Tristano Maritan. residente a
Precenicco in via Dai Vieris Narda, addetto alle vendite alle Ceramiche
Girardi di Palazzolo dello Stella, è stata bruscamente interrotta da
quello che lui descrive come un forte rumore di lamiere, mentre si trovava
in giardino con la moglie, la figlia e alcuni amici. << Inizialmente ho
pensato a qualche trattore che lavorava nei campi - riferisce - poi però
ho visto del fumo nero salire dal bosco Bando, allora ho telefonato ai
vigili del fuoco e ho inforcato la bicicletta per andare a vedere di
persona. Giunto nella fitta boscaglia ho capito che non c'era più niente
da fare per il pilota. L'uomo era stato aggredito dalle fiamme. che erano
già spente. La cabina era bruciata, lui giaceva ancora legato dalle
cinture di sicurezza, riverso sul finestrino. Ho guardato il volto e ho
riconosciuto nella vittima Giorgio Lardinelli, persona nota nell'aviosuperfcie
>>. La casa di Maritan si trova in linea d'aria esattamente a metà tra la
pista da cui si è levato in aria lo sventurato pilota e il luogo dove ieri
si è verificato l'impatto mortale. |
![]()
Docenti e studenti del
Malignani
ricordano il professor Lardinelli
Domani i funerali dell'ex insegnante morto
nell'incidente aereo
|
Al Malignani è stato ricordato ieri Giorgio Lardinelli. L'ingegnere, veterano della Folgore, ex professore di aeronautica all'istituto tecnico industriale Malignani se n'è andato in volo, all'età di 78 anni, mentre era alla guida di un ultraleggero che lui stesso aveva progettato. << E' quello che avrebbe sempre sognato, la passione del volo per lui era tutto >>, dicono di lui i suoi ex colleghi che ieri si sono riuniti nell'hangar dell'istituto in cui ha insegnato per 30 anni dal 1968 al 1998, per ricordarlo insieme a circa 200 studenti. Intanto è stato deciso che i funerali di Lardinelli saranno celebrati domani sabato (28 maggio 2005) alle 9, nel duomo di Latisana. << Nessuno degli studenti presenti lo ha avuto come insegnante - spiega il vice preside Enrico D'Este - ma probabilmente molti di loro lo conoscevano per lo meno di vista >>. La passione per l'aeronautica infatti era troppo forte e Lardinelli, nonostante fosse in pensione da diversi anni, era solito recarsi ancora nelle strutture del Malignani dove tra l'altro, aveva avuto anche modo di ultimare il progetto dell'ultraleggero con il quale domenica è precipitato nel bosco Bando, nel comune di Precenicco. << Il progetto - sottolinea il responsabile della sezione aeronautica, Nicola Quintadamo - era stato realizzato interamente da Lardinelli. Qui al Malignani era venuto solo per sistemare le ali che per una questione di dimensione non potevano essere completate altrove. Ultimamente ci eravamo frequentati per adeguare alle nuove misurazioni alcuni dei suoi testi scolastici, molto utilizzati da diversi istituti scolastici e spesso si fermava anche in mensa >>. Il ricordo che emerge lontano dai microfoni è quello di uno "scapolone incallito" con un'unica grande passione quella del volo. << Per questo, al posto del consueto minuto di silenzio, abbiamo voluto ricordarlo nell'hangar, - spiega il dirigente scolastico Arturo Campanella - a diretto contatto con i veicoli che tanto amava >>. Oltre a essere un progettista di piccoli aerei che poi collaudava di persona, Lardinelli era anche un paracadutista estremo. Articolo apparso sul Messaggero Veneto in data 27 maggio 2005 firmato da Cristian Rigo |