Era stato uno dei punti di riferimento dell’atletica leggera in regione. Un allenatore abituato a gettarsi anima e corpo nel lavoro e a trasfondere non soltanto il patrimonio di conoscenze e consigli tecnici di cui era maestro, ma anche la passione e l’entusiasmo con cui affrontava ogni nuovo impegno. Ecco perché ora, con la scomparsa del professor Franco Colle, il mondo dello sport friulano piange la perdita di un grande personaggio.

Ricoverato da qualche giorno all’ospedale “Santa Maria della Misericordia”, è morto a mezzogiorno di ieri, all’età di 80 anni, circondato dall’amore della famiglia: la moglie Loretta Leoncedis, con cui abitava in via Volturno, e le figlie Francesca e Roberta. Colto da un infarto nel 2009, con il passare del tempo si era sempre più indebolito. Finché, le complicazioni di altre patologie accompagnate a una polmonite non se lo sono portato via. La data dei funerali sarà fissata nelle prossime ore. La cerimonia – fanno sapere i familiari – sarà strettamente privata e la salma sarà tumulata nella tomba di famiglia, a Pagnacco.

Nonostante le precarie condizioni di salute, un mese fa il professor Colle non aveva rinunciato a festeggiare il suo ottantesimo compleanno insieme alla sorella gemella, che invece abita a Trieste e cui è sempre rimasto molto legato. Così come saldissima è sempre rimasta la sua amicizia con Venanzio Ortis, campione europeo dei 5 mila a Praga, nel 1978, originario di Paluzza e seguito per tutta la carriera da Colle. «Tra i pochi ad avere accesso in ospedale – confessano le figlie –, visto che papà è sempre stato molto riservato, specie sui suoi problemi di salute».

Era stata proprio questa la ragione che, nel dicembre 2010, aveva imposto a Franco Colle la difficile decisione di dichiarare chiusa la sua lunga attività di tecnico di atletica leggera. Eppure, pur ritiratosi dal campo - in particolare il Dal Dan di Paderno dove, dal 1959 (prima del diploma Isef e prima del patentino di tecnico regionale Fidal) aveva allenato, cronometrato e plasmato decine e decine di mezzofondisti -, aveva continuato a tenersi informato e a sentire gli atleti e gli studenti che, generazione dopo generazione, erano passati sotto la sua guida.

«Negli ultimi anni la memoria aveva cominciato ad annebbiarsi – raccontano le figlie –, ma sui ricordi dello sport non falliva mai. Erano quelli a lui più cari. E l’esperienza con Venanzio Ortis è quella di cui parlava più spesso. Il suo orgoglio». Un album dei ricordi lungo e pieno zeppo di nomi e coppe, quello del professor Colle. Roberto Lenarduzzi, Nevia Pistrino, Fabio Olivo, Eleonora Riga, Maurizio Baldan, Fabio Lettieri, Giuseppe Sacchi, Katia Puntel, Claudio Cisilino e altre maglie azzurre ancora. Ma anche la storia dell’ex Libertas Udine, che contribuì a fare conoscere e affermare in Italia e all’estero.

Originario di Pagnacco e diplomatosi al magistrale di San Pietro al Natisone (da studente vinse il titolo provinciale del salto in alto con 1,75 metri e fu un ottimo ostacolista), insegnò nel 1961 a Sacile e, l’anno successivo, all’It Malignani di Udine, fino alla fine della carriera scolastica. È stato responsabile federale del fondo e mezzofondo e preparatore atletico della Tropic, pallacanestro goriziana e Vbu. Negli ’70, assieme a Faustino Anzil e Sergio Zanon, diede vita in Friuli a un movimento di valenza tecnica all’epoca seguito a livello nazionale e internazionale, poi continuato dalla rivista Nuova atletica dal Friuli, fondata nel 1973 da Giorgio Dannisi, Ugo Cauz, Ennio Valent e Furio Corosu.