L'intervista sul Messaggero Veneto del 18.08.2005 a cura di Silvia Pusiol a

Gabriele Negro, 18 anni, ha gareggiato alle Olimpiadi di Città del Messico
Il genio della matematica: ho iniziato con i giochi della Settimana Enigmistica

   Insieme ai suoi cinque compagni di squadra si è aggiudicato, con il ventiquattresimo posto in classifica, il miglior risultato ottenuto negli ultimi anni dall'Italia alle Olimpiadi di matematica. Gabrile Negro, diciotto anni, di Percoto, ha trascorso nove giorni a Mérida, in Messico, dove oltre 500 ragazzi provenienti da tutto il mondo si sono sfidati a colpi di logica e calcoli. La passione per la matematica Negro se la porta dentro. << E' una chiave per scoprire il mondo>>, dice. Diplomato con il massimo dei voti all'Istituto Tecnico Industriale "Arturo Malignani" di Udine, proseguirà gli studio alla Normale di Pisa o alla Scuola superiore dell'Università di Udine.

   Ma non sa cosa vorrà fare da grande. << Vivere suonando il basso - scherza - so bene che può essere solo un sogno nel cassetto>>.

Gabriele Negro, come è iniziata l'avventura delle Olimpiadi della matematica?

<<Tutto è cominciato quando ero in seconda superiore. Passai la prima fase dei giochi di Archimede a punteggio pieno. Proseguii con le selezioni provinciali e finii alle nazionali. In terza superiore mi piazzai quindicesimo alla finale italiana. Il quarto anno per un solo punto non passai alla selezione della squadra nazionale. Quest'anno ci sono arrivato, piazzandomi quarto>>.

Come ti sei trovato con i tuoi cinque compagni di squadra?

<< Sono simpatici. Ognuno è una persona non comune. Francesco Cavazzini è campione nazionale dei quattrocento metri ad ostacoli. Luca barbieri e Stefano Attanasio avevano appena partecipato a Madrid alle Olimpiadi di fisica, mentre Simone De Martino era arrivato alla finale per accedervi, Maria Colombo, tra le pochissime ragazze alle Olimpiadi, ha solo 16 anni.>>

Come è andata a Mérida?

<< Siamo partiti alla mattina del 10 luglio da Bologna e siamo arrivati l'11 mattina a Città del Messico. Qui siamo rimasti 9 giorni. E' stata dura con il fuso orario. Facevamo calcoli matematici su come poter recuperare le 17 ore in più in cui bisogna stare svegli al ritorno. Abbiamo gareggiato per 2 giorni, in 4 ore e mezza per 3 esercizi al giorno. E' come un compito in classe, ma si è più distanziati ed è impossibile copiare>>.

Quale è stato il premio?

<< Una medaglia a testa, e sono belle pesanti, Francesco, che si è aggiudicato l'argento, era così contento che al ritorno se lo teneva al collo anche sotto il metal detector degli aeroporti pur di sfoggiarlo>>.

Ai mondiali hanno partecipato 500 ragazzi da tutto il mondo.

<< Abbiamo fatto amicizia con diversi ragazzi stranieri. Pensavo di trovare persone vestite nei modi più diversi, invece eravamo diversi solo per piccolissimi dettagli. Imperavano jeans e maglietta. Uno si aspettava grande varietà e invece rimane un po' deluso>>.

Che cosa non dimenticherai mai di questa esperienza?

<< La notte prima della cerimonia di chiusura era previsto l'arrivo dell'uragano Emily. Per sicurezza ci hanno chiusi nello stanzone centrale dell'hotel privo di finestre. Il clima era abbastanza disteso, finché non si è scatenata una guerra di cuscini generalizzata. Abbiamo iniziato noi italiani, ma la lotta si è propagata a macchia d'olio. L'uragano nel frattempo non ha colpito direttamente Mérida e non ha fatto quasi alcun danno >>.

Che progetti hai per il futuro?

<< L'università. Proverò a entrare alla Normale di Pisa o alla Scuola Superiore dell'università di Udine. Non so cosa farò da grande. Un po' dipenderà da come andranno gli studi. Penso di avere parecchie possibilità e probabilmente molte non me le immagino nemmeno. Vivere facendo il musicista sarebbe bello. Ma so bene che oggi le possibilità sono scarse. Mi piace la musica, suono il basso elettrico. E' la mia passione assieme alla matematica. Ma al primo posto c'è la mia ragazza, Sara, lo sanno tutti>>.

La tua passione per la matematica quando e come è nata?

<< Mi è sempre riuscita facile, dalle elementari in poi. Un contributo me l'ha dato la "Settimana enigmistica", con i suoi giochi matematici, un ottimo allenamento. Il bello dei giochi è scoprirne il meccanismo. Un po' come alle Olimpiadi di matematica, dove l'abilità non è nel fare i conti, ma nel risolvere problemi di dimostrazione, trovare il teorema giusto da applicare nel posto giusto>>.

Matematici si nasce o si diventa?

<< Si diventa, ma certo ci vuole una certa predisposizione dall'infanzia. Non so se dalla nascita o anche grazie all'ambiente in cui si cresce. Certo che a vent'anni uno non può decidere di diventare un matematico>>.

In genere, la matematica o si odia i si ama?

<< E' vero. Dipende moltissimo da come viene insegnata e da come viene appresa. Se viene considerata come una serie di regole da applicare meccanicamente diventa un'imposizione. Se invece cominci a chiederti "come faccio a risolvere qualche cosa che non mi hanno ancora insegnato?", lì si apre un mondo>>.

Dove sta il fascino della matematica?

<< Il piacere di scoprire cose nuove la rende più divertente di altre materie. Il suo fascino lo si scopre quando si comincia a domandarsi perché le cose che ti insegnano a scuola sono così e non in un altro modo. La matematica è un po' in tutte le cose quotidiane. Il cellulare, ad esempio. Dietro c'è moltissimo studio tecnologico e matematico. La matematica è una chiave per scoprire il mondo, per dare risposte quando uno si chiede che cosa c'è dentro>>.

Ti senti di dover ringraziare qualcuno?

<< Ho un elenco infinito, che va dai miei genitori agli insegnanti dell'asilo e della scuola, dai miei amici, che non mi hanno mai criticato per questa mia passione per la matematica, alla mia ragazza, che mi ha sempre sostenuto e incoraggiato a fare meglio. Ma anche tutti quelli per cui lavoro ogni estate, facendo automazioni, perché mi hanno sempre chiesto problemi di non facile soluzione, e hanno contribuito ad aprirmi un po' la mente>>.

 

 

     Gabriele Negro è nato il 27 novembre 1986. Vive a Percoto, dove ha frequentato le scuole elementari. Dopo la scuola media a Lauzacco, ha intrapreso il liceo scientifico e tecnologico dell'Istituto tecnico industriale Arturo Malignani di Udine, sezione B. Si è diplomato con il massimo dei voti. "A scuola - racconta - avevo i miei alti e bassi. Le materie che ho preferito sono state  quelle scientifiche". Ama la musica heavy metal e suona il basso. Da piccolo voleva fare l'astronauta. Poi la passione per l'elettronica e il computer, che perdura tutt'ora. Il suo film preferito è "Matrix", il suo sogno nel cassetto, vivere facendo il musicista. Ha un oggetto che custodisce in camera e cui tiene molto: un vero sombrero messicano acquistato a Mérida, in occasione delle Olimpiadi di matematica, proprio nel momento di chiusura dei negozi prima dell'arrivo dell'uragano Emily.