Assemblea degli insegnanti contro le modifiche previste dalla riforma Gelmini. L'idea è di puntare sulle biotecnologie
I prof del Malignani: ecco come salvare il liceo

   Un istituto tecnico scientifico a vocazione biotecnologia. E la possibilità di conseguire un diploma intermedio professionalizzante di perito che dia accesso immediato al mondo del lavoro o al proseguimento degli studi universitari nelle facoltà scientifiche. Questa prospettiva risolverebbe la questione aperta dalla riforma Gelmini al Malignani, dove il percorso formativo scientifico-pratico è una realtà da quindici anni. La proposta si è delineata ieri mattina, durante l'assemblea autoconvocata degli insegnanti dell'Iti di viale Leonardo da Vinci.
      I professori che hanno preso parte alla discussione si sono trovati per confrontarsi insieme sulle vie da intraprendere per salvare un indirizzo di studio che rappresenta uno dei fiori all'occhiello del Malignani. Ma la semplice realizzazione di un terzo liceo scientifico, a fianco delle realtà educative del Marinelli e del Copernico, nel capoluogo friulano non a tutti sembra l'alternativa valida. Si rischierebbe di perdere la specificità dell'attuale liceo scientifico tecnologico che coniuga il sapere teorico a un forte accento pratico nei laboratori. << Con l'azzeramento delle varie sperimentazioni - ha detto Filippo Rizzo, docente di laboratorio di chimica -, i licei avranno un'unica opportunità di differenziare la loro offerta formativa: attraverso l'opzione del liceo scientifico tecnologico. Sarebbe opportuno per il Malignani mantenere le peculiarità della scuola, che è un istituto tecnico, non disperdendo le energie in competizione con istituti storici a pochissimi passi, ma concentrandole nei percorsi che sarà possibile attivare con la riforma degli Iti >>. Inoltre, la costituzione di un terzo liceo al Malignani aprirebbe il problema degli insegnanti << che -  ha aggiunto Rizzo - non potrebbero passare semplicemente dall'attuale struttura formativa alla nuova realtà, ma dovrebbero chiedere un trasferimento volantorio e mettersi in graduatoria con docenti di altre regioni >>.
       Un istituto tecnico biotecnologico, invece, di differenzierebbe fortemente dal liceo, perché punterebbe su un percorso di studi anche pratico. E proprio la confuzione tra liceo tecnologico voluto dalla riforma e Istituto tecnico sarebbe alla base del dilemma al Malignani. << Il nuovo Iti - continua Rizzo - permetterebbe agli studenti di ottenere un diploma intermedio professionalizzante di perito in biotecnologia ambientale o sanitaria >>. Ciò consentirebbe agli studenti un più facile ingresso nel mondo del lavoro o di continuare gli studi accademici nelle facoltà scientifiche, tra cui quelle di agraria, scienze alimentari o scienze infermieristiche. Intanto, la mobilitazione per salvare il liceo scientifico tecnologico del Malignani prosegue: sono oltre 6 mila le firme raccolte sul sito www.coordinamentoitp.it.

Aurora Malta

articolo apparso sul Messaggero Veneto di mercoledì 9 settembre 2009