Il caso del Malignani.
Campanella: << Chi opera nel mondo della scuola deve avere più rispetto per i ragazzi>>
Il preside boccia il tema sul doping: quell'insegnante è ingiustificabile
 

Il preside dell'istituto Malignani, Arturo Campanella, boccia il tema sul doping e non giustifica l'insegnante di Meccanica sottoposto a provvedimento disciplinare e indagato dalla procura per aver accusato un allievo di doping e il suo allenatore di fornire le sostanze proibite.

Il fatto è accaduto poco più di un mese fa, quando l'insegnante di Meccanica, Pier Luigi Petrussi, ha distribuito il testo del compito in classe con la frase oggetto del procedimento disciplinare avviato dalla Direzione scolastica regionale e dell'inchiesta penale affidata al pm, Maria Grazia Zaina. A esporre il fatto al dirigente scolastico della scuola sono stati i genitori dell'allievo minorenne che è anche una promessa dell'atletica leggera regionale. << Quando ho appreso il fatto - spiega il dirigente scolastico visibilmente amareggiato per il comportamento del professore - ho trasmesso gli atti alla Direzione scolastica regionale perché prendesse provvedimenti >>. Il preside avrebbe potuto inviare un avvertimento scritto al professore, ma ha preferito non farlo perché sapeva che, in quel caso, successivamente, non gli sarebbe stato possibile prevedere una sanzione più incisiva.

 
   << Come posso giustificare un fatto del genere ?>> si chiede il dirigente scolastico secondo il quale << un simile comportamento è ammissibile solo in un gruppo di amici dove le burle possono accadere, non certo in una scuola superiore >>.

   Campanella auspica che <<l'accaduto, ferme restando le conseguenze civili e penali in sede giudiziaria, abbia lasciato un segno. Il ravvedimento, però - avverte il preside - non attenua la colpa >>.

   Il commento del dirigente scolastico è severo: << In questi casi - insiste - sono obbligato a informare la Direzione scolastica regionale, ma anche se fosse dipeso dalla mia discrezionalità avrei comunque inviato gli atti a Trieste. Ci sono dei passaggi in cui è bene mettere dei punti chiari >>.

   Anche se il preside vorrebbe chiudere prima possibile la vicenda, l'istruttoria non avrà tempi rapidi.
<< Si tratta di procedure lunghe - spiega Campanella - la Direzione scolastica regionale prima di procedere deve convocare le parti. Poi ci sono tutti i gradi del ricorso fino al Consiglio nazionale della pubblica istruzione >>. L'insegnante continua a tenere regolarmente le lezioni anche nella classe dell'allievo accusato di doping nel testo del compito in classe. Anche lo studente continua a frequentare regolarmente la scuola: << Non ha risentito dell'accaduto >> assicura Campanella, nel garantire che dopo quel compito di Meccanica non si sono verificati altri episodi sospetti. << Il fatto resta comunque pesante - ribadisce il preside- sarà il giudice a stabilire il tipo di reato commesso dall'insegnante. Io mi limito a dire che chi opera nel mondo della scuola deve avere maggior senso di responsabilità e rispetto nei confronti dei ragazzi >>.

Articolo apparso sul Messaggero Veneto del 1 maggio 2005 scritto da Giacomina Pellizzari