Un documento sottoscritto dai professori che chiedono ai politici di salvaguardare le caratteristiche dell'Oti
I docenti: il Malignani non deve cambiare
Dovrebbe diventare, secondo la riforma Moratti, o liceo o istituto professionale

L'Istituto tecnico Malignani dovrebbe trasformarsi in liceo o in istituto professionale. Così prevede la riforma Moratti, ma il collegio dei docenti della scuola di via Leonardo da Vinci non ci sta. Ha approvato un documento attraverso il quale invita i politici a difendere le caratteristiche del Malignani. Il collegio dei docenti chiede, infatti, << al mondo politico che si unisca all'industria, all'economia, alle professioni e ai 25mila diplomati attenti all'evoluzione del loro ruolo professionale <<. Gli stessi che << ritengono il Malignani vitale per lo sviluppo della regione e della nostra economia >>.

   L'istituto, che aveva già avviato l'esperienza della Scuola superiore di tecnologia, vuole continuare a percorrere il percorso della formazione superiore, mantenendo la collaborazione con le industrie e le aziende del territorio. << Il Malignani intende mantenere nell'ambito dei Parchi tecnologici regionale - si legge nel documento - quel patrimonio di esperienze maturato nella ricerca applicata che continua a conquistare riconoscimenti in ambito locale, nazionale e internazionale >>.

   I professori dello storico istituto udinese non accettano di disperdere le esperienze maturate nella formazione dei tecnici.
    << Di fronte all'evoluzione delle esigenze del lavoro e dell'economia il nostro istituto si è fatto sempre promotore di sperimentazioni e innovazioni sia collaborando con il ministero, sia promuovendo contatti, collaborazioni e iniziative di formazione e di ricerca applicata con il mondo dell'economia e del lavoro >> si legge ancora nel documento, dove è stato evidenziato che gli oltre 25 mila diplomati al Malignani << sono stati in grado di inserirsi in realtà produttive molto differenziate con conoscenze e competenze sia in campo tecnologico che in quello dell'organizzazione del lavoro e della produzione >>.

   Secondo il collegio dei docenti, in effetti, << il perito del Malignani, nel contenitore della riforma Moratti, deve mantenere la sua identità senza necessariamente orientarsi verso un modello "liceale classico" nel quale prevale l'aspetto teorico della conoscenza, oppure integrarsi nell'istruzione professionale nella quale prevale l'operatività >>.

   Da tempo i professori del Malignani sostengono che entrambi i modelli, quello teorico e quello pratico, devono coesistere e <<interagire con percorsi integrabili nella somma di competenze umanistiche, comunicazione, linguistiche, scientifiche, tecniche e tecnologico-applicative >>. Il punto di intersezione, sempre secondo il Collegio dei docenti del Malignani, è il laboratorio in cui << l'autonomia di apprendimento dell'allievo possa misurarsi con la necessità di conoscere, decodificare, contestualizzare le informazioni e i dati con la volontà di organizzarli in modelli progettuali che costituiscono soluzioni di problemi reali >>.

   I professori del Malignani da tempo seguono la problematica legata all'introduzione della riforma Moratti. I più preoccupati sono i docenti di laboratori, temono che in futuro possano essere utilizzati per svolgere mansioni diverse dalle attuali. Non a caso sono stati i promotori del Coordinamento docenti di laboratorio che ha già raccolto numerose adesioni da parte di colleghi di tutta Italia.

(g.p.)

articolo apparso sul Messaggero di Udine del 1° agosto 2004