Trapianti, il Malignani dona un macchinario
E' stato progettato e realizzato dagli studenti. Intitolato alla fondatrice dell'Ado, Vivarelli

    L'istituto tecnico industriale Malignani di Udine ha donato al centro trapianti cittadino un'apparecchiatura tritaghiaccio, concepita e creata dagli studenti della scuola. La consegna è avvenuta nel corso dell'incontro promosso dall'associazione donatori organi del Friuli-Venezia Giulia (Ado) per sensibilizzare la popolazione sull'argomento.

<< Siamo molto grati al Malignani per questo gesto - ha detto la presidente regionale dell'Ado, Gloria Aita - L'apparecchio verrà intitolato a Gabriella Vivarelli, una delle fondatrici, nel 1976, dell'associazione senza la quale, con molta probabilità, non avremmo avuto i risultati che stiamo ottenendo>>.

All'incontro sono intervenuti anche l'assessore regionale alla sanità Ezio Beltrame e quello provinciale alle politiche sociali Fabrizio Cigolot. <<Il Friuli è la prima regione in Italia come numero di donatori e di interventi - ha detto Beltrame-. Questo è sicuramente un ottimo risultato, ma adesso dobbiamo continuare sulla strada impostata. Secondo me, la miglior via percorribile passa per un ulteriore miglioramento dell'utilizzo dei servizi sanitari e per una costante opera di sensibilizzazione dei cittadini che deve avvenire tramite le associazioni di volontariato. Se questo compito se lo accollassero le istituzioni, a mio avviso, non avrebbe lo stesso effetto.  Forse la legislazione migliore sarebbe quella adottata in provincia di Bolzano dove vige la regola del silenzio assenso. Qui, infatti, ogni uomo è per legge un potenziale donatore. Se una persona non vuole l'espianto dei propri organi deve farne specifica richiesta. Non dimentichiamo, inoltre, che un punto saliente deve essere anche quello della prevenzione che, spesso, viene sottovalutato soprattutto tra i più giovani>>.

   Una  normativa. quella nazionale, che per Fabrizio Cigolot è strutturata in maniera adeguata e consona ai bisogni della società. << A livello legislativo non ci sono grossi problemi. Quella che, invece, deve essere incentivata è la cultura della donazione perché è vero che come regione siamo al primo posto in Italia, ma purtroppo le liste d'attesa per un trapianto sono ancora lunghe. La tecnologia e le competenze scientifiche ci sono, quello che spesso manca sono proprio gli organi >>.

articolo apparso sul Messaggero Veneto del 19 dicembre 2004