Viaggio in Messico nel 2011 di Matteo Rodaro


Una passeggiata in Messico

Mandi a ducj!

Permettete che mi presenti, sono Matteo e  mi sono diplomato al Corso Serale, indirizzo Meccanica, nell’anno 1999-2000. Potete trovare una mia foto alla voce “coerenza” in un dizionario qualunque. Infatti, dopo l’esame di maturità, mi sono iscritto all’Università per seguire il corso di… ingegneria meccania? Eh no, troppo banale! Mi sono laureato in Filosofia, ma questa è un’altra storia che mi ha portato lontano da Udine. Addiritture di là da l’aghe. Molto più in là.

Proprio di queste mie vicissitudi ho avuto modo di parlare col mitico perît Sergio, in un simpatico pomeriggio invernale troppo caldo per assomigliare a quelli tipici del Canada e troppo freddo per ricordarne uno messicano. Proprio del territorio e della cultura del Messico voglio portare una piccola testimonianza, in modo da invogliare altri lettori, ed ex studenti come me, a condividere le proprie esperienze post diploma.

Forse il sito del perît non sarà facebook, ma ne ha ampiamente anticipato l’idea e per certo ha un’anima e un calore di fogolâr* che da nessun’altra parte possiamo trovare.

 

Matteo R.

 

*Forse non proprio di fogolâr, ma di forno tempra castagne!

 

 

Cominciamo!

 

Inizio presentando alcune chiese, elemento centrale di quasi tutte le città che ho visitato per lavoro, studio e svago.

Sempre affacciate su una piazza, sono pronte ad accogliere fedeli, pellegrini, turisti e quanti vogliono entrare per pregare o solo curiosare. Difficilmente ne troverete una chiusa, ma i tempi stanno cambiando.

 

 

Basilica Colegiata de Nuestra Señora de Guanajuata, situata nella Plaza de la Paz di Guanajuato (capitale dello Stato di Guanajuato).

 

 

Guanajuato vista dall’alto. Alle spalle della basilica, l’edificio bianco è la sede dell’università e a destra è visibile l’Oratorio. Le piccole case molto colorate sono tipiche di questa città.

 

 

La città è molto estesa e colorata. In basso a sinistra la cattedrale e poco più a destra, in verde, il teatro Juarez.

 

 

San Miguel de Allende (Stato di Guanajuato).

 

 

 

 

 

 

Dolores Hidalgo (Stato di Guanajuato).

 

 

 

 

 

Leòn (Stato di Guanajuato). Pur sembrando antica, la costruzione ha circa 100 anni.

 

 

 

Nonostante le apparenze non siamo a Venezia ma, ovviamente, a Leòn.

 

 

Porta di Leòn. Il maggiolone VW sulla destra è l’auto tipica in molte zone del Messico. Ad esempio, nella città di Taxco i taxi sono tutti così (ma di colore bianco). E no, niente New Beetle, al limite un po’ di cucarachas!

 

 

 

Particolare all’interno di un chiostro.

 

 

 

 

Il famoso Cristo nero di Salamanca.

 

 

 

 

 

Dopo la parte architettonico-culturale passiamo ad alcuni scorci di artigianato e colore locale.

 

 

 

Artigianato a Dolores Hidalgo. È molto diffusa la specializzazione manufatturiera a livello di città. In questo caso l’economia locale è sostenuta dalla creazione e dalla vendita di oggettistica in terracotta. La città di Moroleon è invece nota per la produzione di vestiario. Esempi del genere sono presenti in tutta la Repubblica.

Laboratorio artigianale. Sullo sfondo un forno per la cottura e alcuni stampi siliconici.

 

 

Negozio con oggettistica realizzata e dipinta a mano. Si possono vedere vasi, porta fiori e caraffe per l’acqua con relativo supporto metallico.

 

 

Altri esempi di artigianato.

 

Il laboratorio di Tecnologia, F01 se non ricordo male (non parlo della zona macchine utensili. Dove vedete un tornio verde?!).

Un esempio di artigianato antico, risalente all’epoca pre-ispanica.

 

Dopo tanto camminare è arrivato il momento di dedicarci ad una delle specialità del Messico: il cibo. In tutti i posti, a tutte le ore potrete incontrare un ristorante, un locale aperto, un venditore ambulante, una cucina privata che vende pietanze dalla finestra o su un banchetto sul marciapiede. 

Gamberoni con formaggio avvolti nella pancetta su letto di riso e verdure.

 

Jaiba empanizada (granchio impanato con avocado)

 

Qualcosa di più comunemente associato alla cucina messicana: cecina (carne secca fritta) e tacos dorados con carne, verdura e patate.

 

 

Molcajete (mortaio) per la preparazione delle salse a base di chili.

Frutta e verdura in una rivendita tipica.

 

Una gelateria ambulante. Si possono trovare i gusti più improbabili come formaggio, tequila, miele e vari frutti dai nomi poco popolari alle nostre latitudini.

Se non vi sentite intimoriti, potete sempre placare la fame con un elote asado, ovvero una pannocchia alla griglia. Oppure la sua variante più diffusa, la pannocchia lessa. Abbondantemente ricoperta da panna, chili e altre salse sarà il terrore della vostra linea (a meno che non sia già curva!).

 

Altri squarci caratteristici:

Una farmacia.

 

L’insegna di una pescheria. Quasi non esistono cartelloni o insegne pubblicitarie. Tutti gli annunci vengono dipinti sulle pareti. Ciò conferisce alle città un aspetto allegro e colorato.

 

 

L’esterno di un’officina meccanica a Salamanca.

 

Un negozio di articoli di edilizia e ferramenta. Quasi al centro si può vedere il marchio onnipresente del “Cemento cruz azul”. Ma forse questo interessa più ai diplomati in indirizzo edile!

Con lo sguardo avanti e una posizione insolita vi saluto, dandovi appuntamento ad una nuova puntata della mia avventura in terra messicana.

Mandi!

 

Matteo